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Home Estetica Medica Blefaroplastica Inferiore

BLEFAROPLASTICA INFERIORE
(CHIRURGICA ESTETICA DELLE PALPEBRE INFERIORI)


INFORMAZIONI GENERALI
CHI E’ IL CANDIDATO?

Chiunque, raggiunta almeno la maggiore età, presenti rughe e rilassamento cutaneo della palpebra inferiore. Chi presenti un eccesso cutaneo alle palpebre tale da interferire con la vista e/o causi un marcato inestetismo della ragione dello sguardo. Coloro che, in associazione o meno a quanto già esposto, presentino tumefazioni della regione palpebrale (dovute ad ernie grassose ed edema) che conferiscono il tipico aspetto “stanco” dello sguardo. Questo intervento può essere condotto contestualmente ad una Blefaroplastica Superiore.
La scelta dell’intervento e delle eventuali diverse tecniche per espletarlo andrà comunque condotta in sede di visita con il chirurgo operatore, ove da entrambe le parti potranno essere fugate tutte le perplessità inerenti il caso.

DESCRIZIONE DELL'INTERVENTO

Questo intervento può essere condotto esclusivamente in sala operatoria in regime di sedazione assistita od anestesia generale.
Le tecniche operatorie sono divise in due categorie principali: l’accesso per via transcutanea (attraverso la cute, vicino al margine palpebrale) e per via transcongiuntivale (attraverso la congiuntiva, dall’interno della palpebra). La scelta tra le due tecniche avviene in seguito ad attenta valutazione della situazione da parte del chirurgo:

  • nei casi in cui l’inestetismo sia causato esclusivamente dall’edema (riconoscibile per l’andamento variabile giorno/notte) potrebbe non esserci corretta indicazione all’intervento
  • nei casi in cui le tumefazioni visibili dall’esterno non fossero associate ad eccesso di cute, la tecnica per via transcongiuntivale renderebbe invisibile l’accesso chirurgico e più rapido il post-operatorio
  • transcutaneo.

La tecnica transcongiuntivale non prevede punti di sutura poiché la congiuntiva si richiude naturalmente nell’arco di poche ore, non prevede rimozione di cute ed è consigliata in una minoranza dei casi. Alcuni chirurghi utilizzano un laser (CO2) per effettuare l’incisione sulla congiuntiva, scelta secondo noi tecnicamente più valida.
La tecnica transcutanea prevede la rimozione di un piccolo lembo cutaneo e l’applicazione di soli 3-4 punti di sutura.

DESCRIZIONE FASE POST-OPERATORIA E CONVALESCENZA

Al termine dell’intervento vengono applicate suture molto sottili (tranne nel caso della transcongiuntivale) che verranno rimosse rapidamente (5-6 giorni), talvolta protette da piccoli cerotti (steri-strip).
Questo intervento RICHIEDE ricovero di almeno una notte, a meno di espressa richiesta del paziente o consiglio del chirurgo operatore nel protrarlo oltre.
Nei primi giorni post-intervento gli occhi possono risultare edematosi (gonfi) e frequentemente ecchimotici (lividi violacei che nei giorni virano al giallo fino a completa scomparsa); tale situazione si risolve con variabilità individuale nell’arco di 10-30 giorni, periodo durante il quale un semplice paio di occhiali da sole può mascherare la situazione in modo assolutamente sopportabile oltre che proteggere dai raggi eccessivamente luminosi che in questa fase possono risultare fastidiosi.
Il dolore del post-operatorio è generalmente assente o molto limitato, eventualmente alleviabile con adeguata terapia antidolorifica.
Durante i primi 7-15 giorni che seguiranno l’intervento sarà prescritta un’adeguata terapia antinfiammatoria ed antibiotica; ove ritenuto adeguato/necessario dal chirurgo o dall’anestesista potranno essere prescritti anche altri farmaci.
Le attività fisiche e sportive intense andranno sospese per 30 giorni circa.

RISCHI E COMPLICANZE

Come dopo ogni intervento chirurgico, potrebbe insorgere un piccolo sanguinamento; se il fenomeno non si risolvesse spontaneamente o dopo un primo tamponamento dal personale medico e/o paramedico, sarà necessario tornare in sala operatoria per arrestare l’emorragia, occorrenza necessaria per evitare ematomi permanenti che disturba e spaventa ma non compromette i risultati di una chirurgia condotta correttamente.
Considerata una caratteristica ereditaria della cute palpebrale nello sviluppare tale inestetismo e delle borse adipose nel riformarsi, l’efficacia estetica dell’intervento potrebbe risultare limitata a 6-10 anni.
In taluni casi può occorrere una lieve congiuntivite reattiva risolvibile con instillazione di colliri adeguati per qualche giorno.
Il notevole miglioramento dell’area dello sguardo conseguente a questo intervento conferisce generalmente un alto grado di soddisfazione per coloro che abbiano deciso di sottoporsi a questa terapia e ridurre l’aspetto “sciupato” che li ha portati all’attenzione del chirurgo.
Se condotto in ambienti protetti (sale operatorie di Ospedali, Cliniche e Case di Cura riconosciute) e da equipe adeguate (chirurgo, aiuto chirurgo, strumentista, anestesista e personale di sala) tale intervento non contempla rischi di complicanze maggiori, purché il paziente si attenga scrupolosamente a tutto ciò che l’equipe consiglia.

COSTI

Considerata la grande variabilità degli importi richiesti dalle diverse Case di Cura (e l’enorme importanza dello svolgere in strutture protette tale intervento), gli onorari dell’anestesista, dell’equipe chirurgica ed infermieristica, questo intervento può costare dai 2.500 ai 5.000 euro




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